Inaugurazione mostra di Andrea Marcianti

Data / Ora
18/11/2016
18:00 - 20:00

Luogo
Hotel Boutique Casa sull'albero

Categorie


Mostra Casa sull'albero

Venerdì 16 novembre 2016
dalle ore 18.00 alle ore 20.00
presso l’Hotel Boutique Casa sull’albero
viale Penati 5/7, Malgrate (LC)

si terrà l’inaugurazione della mostra del pittore Andrea Mariconti intitolata “The strange house in the wood“, che resterà aperta al pubblico fino al 31 marzo 2017.

La struttura dell’Hotel Boutique Casa sull’albero, interamente costruito in legno e vetro all’interno di un parco sulla riva del Lago di Como, sembra lo scenario ideale per ospitare le opere del pittore italiano Andrea Mariconti, classe 1978, così descritto dal critico d’arte Giovanni Intra Sidola: “Andrea Mariconti è un uomo in cammino, un artista sempre alla ricerca, una persona che si è mossa e si muove nel mondo, nella storia del genere umano, nella geologia della terra, nella propria anima”.

Accanto alla ricerca sostanziale, si configura come caratteristica dell’artista una ricerca formale, attraverso l’utilizzo di materiali di origine naturale: cenere, cera, terra, petrolio e ultimamente rame. La cenere, in primis, che legata all’olio bianco gli consente di ottenere matericità all’impasto pittorico; la terra, richiamo alle nostre origini e al radicamento sul territorio di ciascun individuo; l’olio combustibile esausto, materiale povero e difficilmente riciclabile, che trova nuova vita e dignità all’interno dell’opera d’arte; e infine il rame, trattato tramite un procedimento di ossidazione che fa sorgere un barlume di colore nelle opere della più recente produzione. “Ogni colore – spiega l’artista – è dato esclusivamente dalla cromia naturale di ogni materia. Gli oggetti, le sostanze, non sono simboli astratti, non vengono usati come metafore. Essi sono, nell’essenza”.

The strange house in the wood” è il titolo di una serie di lavori in cui l’artista immagina di camminare in un bosco. Una duplice visione: da una parte il possibile paragone tra la vita dell’uomo e quella di un albero, sia in forma individuale sia in forma collettiva (città/bosco), dall’altra il pensiero che tale percorso sia una ricerca di se stesso e delle proprie radici. Hermann Hesse scriveva:
Gli alberi sono sempre stati per me i più persuasivi predicatori. (…) Tra le loro fronde stormisce il vento, le loro radici riposano nell’infinito; ma essi non vi si smarriscono, bensì mirano, con tutte le loro forze vitali, a un’unica cosa: realizzare la legge che in loro stessi è insita, costruire la propria forma, rappresentare se stessi. Nulla è più sacro, nulla è più esemplare di un albero bello e robusto. Quando un albero è stato segato ed espone al sole la sua nuda ferita mortale, dalla chiara sezione del suo tronco e lapide funebre si può leggere tutta la sua storia: negli anelli corrispondenti agli anni e alle escrescenze stanno fedelmente scritti tutta la lotta, tutta la sofferenza, tutti i malanni, tutta la felicità e la prosperità, anni stentati e anni rigogliosi, assalti sostenuti, tempeste superate. Chi ha imparato ad ascoltare gli alberi non brama più di essere un albero. Brama di essere quello che è. Questa è la propria casa. Questa è la felicità.

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