Decreto Cura Italia: è un primo passo importante

Il co-direttore Api Lecco Mario Gagliardi: “La cassa integrazione speciale è l’aiuto più significativo per le imprese”.

È un primo passo di aiuto per le imprese e i lavoratori che stavano aspettando con ansia questo decreto. A una prima vista si nota, da parte del Governo, la volontà di venire incontro a tutti in questa situazione straordinaria, anche alle aziende molto piccole che prima d’ora non avevano mai potuto usufruire di strumenti come la cassa integrazione”, spiega Mario Gagliardi, co-direttore Api Lecco, esperto di temi sindacali.

La scorsa notte è stato emanato il decreto legge “Cura Italia” che ha come scopo quello di sostenere famiglie e imprese durante l’emergenza Coronavirus. “Era un provvedimento molto atteso”, prosegue Gagliardi, “da giorni le aziende ci chiamavano per sapere cosa fare e come comportarsi in questa situazione, avevamo circa una cinquantina di imprese associate in stand-by, ora possono finalmente decidere”.

 

Tra le novità più importanti del decreto “Cura Italia” c’è la cassa integrazione speciale: “Nella presentazione dell’istanza le aziende possono indicare la causale specifica “Covid-19” e accedere più semplicemente a questo strumento fondamentale. Alcune imprese ci hanno chiamato subito questa mattina per attivarlo, può essere usato per nove settimane e può avere efficacia retroattiva dal 23 febbraio 2020. È un provvedimento che ha una duplice finalità: aiutare chi ha deciso di sospendere o ridurre l’attività e anche di programmare uno stop temporaneo utile ad aggiornare i protocolli di sicurezza anti-contagio per poi ripartire. Nel decreto, inoltre, ci sono incentivi e contributi per la sanificazione del posto di lavoro”.

 

Anche per i lavoratori ci sono novità importanti usciti: “Ora è possibile chiedere un congedo per i dipendenti che hanno figli con meno di 12 anni a casa per la chiusura delle scuole: per loro c’è un’indennità pari al 50% della retribuzione oppure un voucher per poter pagare una baby sitter. Per chi ha un disabile in famiglia i giorni di permesso mensile passano da 3 a 12 per i mesi di marzo e aprile; mentre per chi è risultato positivo al Covid-19 i giorni di quarantena sono considerati a tutti gli effetti malattia con un contributo da parte dallo Stato”.

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